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Poderi Colla





Indirizzo: San Rocco Seno d'Elvio 82 - 12051 ALBA (CN) - ITALIA
DOVE SIAMO: Guarda su Google Maps
Tel. +39 0173 290148
Fax +39 0173 441498
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Profilo aziendale

La totalità del vino, circa 150.000 bottiglie annue, viene prodotta con uve di proprietà, per maggiore garanzia di controllo diretto in ogni passaggio, dalla coltivazione del vigneto, alla vinificazione, alla maturazione, fino all'imbottigliamento.Dal 2007 è entrato attivamente nella squadra dei “Colla”, Pietro, il primogenito di Tino: nato nel 1980, ha seguito le orme familiari frequentando la scuola Enologica di Alba e laureandosi in Enologia a Torino nel 2006.

Fondamentale è la collaborazione di Beppe Colla, fratello di Tino e padre di Federica, che apporta la sua unica ed appassionata esperienza di oltre sessant’anni di lavoro (prima vendemmia nel 1949) ad altissimo livello nella produzione dei grandi vini rossi dell'Albese.La Poderi Colla è composta dalle aziende Cascine Drago di Alba, Tenuta Roncaglia di Barbaresco e Azienda Agricola Dardi le Rose di Monforte. Tre proprietà in posizioni ottime, specializzate ciascuna nella produzione di diverse tipologie di vino, in un panorama quasi completo dell'enologia albese.L'attaccamento alle proprie radici, quelle di una famiglia da generazioni legata alla viticoltura, ed il desiderio di costruire qualcosa di personale nel rispetto delle tradizioni, hanno spinto nel 1993 Tino Colla e la nipote Federica ad unire le forze per creare una nuova realtà vitivinicola nel panorama delle Langhe albesi.

Filosofia

E’ per noi essenziale il concetto di “naturalità e originalità” dei vini ottenuti da vigneti eccezionali, unici, da una tecnica enologica rispettosa dell’uva e del vino tendente a conservare ed esaltare le caratteristiche originali senza cercare di indirizzarne il gusto verso modelli La maggior parte dei vini attuali sono tendenzialmente simili, anche se ottenuti da uve e da climi molto diversi: alcolici, scuri, densi, legnosi, spesso difficili da bere e da abbinare al cibo. Noi vorremmo andare in un’altra direzione alla ricerca non di forzature ed esagerazioni, ma di equilibrio, finezze e sfumature originali.

I nostri vini non sono “tecnologici”, ma “umani”, hanno un’ottima concentrazione naturale dovuta alla zona ed all’uva (non alle macchine o al legno), grande equilibrio tra i loro componenti. Vini fatti per piacere durante il consumo e non stupire durante una frettolosa degustazione.

Le parole chiave per evidenziarne lo stile sono:

1. Classicità: non tradizionalità che può avere anche un’interpretazione negativa, mentre per classicità intendiamo continuità con i grandi vini del passato
2. Originalità: massima evidenza ai caratteri del vitigno e della zona
3. Naturalità: dal vigneto all’uva al vino alla bottiglia con il minor numero di interventi, manipolazioni tecnologiche (concentrazioni, filtrazioni, ecc…) e aggiunte (enzimi, tannino, legno, ecc …)
4. Piacevolezza
5. Bevibilità
6. Facilità di abbinamento al cibo (che esaltano e ne vengono esaltati)

Questi sono i vini più difficili da produrre perché devono essere naturalmente buoni non essendo previste aggiunte o correzioni.

Storia della famiglia

“In ogni istante della nostra vita siamo ciò che saremo non meno di quello che siamo stati” - Oscar Wilde

I  primi documenti sulla famiglia Colla legati alla vigna ed al vino risalgono al 1703 quando Carlo Colla, proprietario di vigneti a S. Stefano Belbo,  vende  “ bottelli di Rosatello” e “brente di vino Negro”. Negli anni seguenti, continua con il figlio Stefano a produrre e commercializzare uve e vini.

Nel 1778 il nipote Pietro compera una vigna e una cascina in località Arzignano (ora S.Giorgio) a Castiglion Tinella,  vende uva, ma soprattutto vino, per lo più Moscatello.

Alla fine del ‘700, a Torino, Carpano “inventò” il vermouth: a base di vino Moscato ed infusi di erbe e droghe amaricanti con aggiunta di alcool che ne consentiva la conservazione ed il trasporto su lunghe distanze. Produrre questo “moscato aromatico” diventò presto una vera e propria arte.

Nell’Ottocento anche Pietro Colla ed il figlio primogenito Giuseppe producono il Vermouth, mentre diverse case vinicole storiche - Carpano, Cora, Gancia…- sono una realtà consolidata in Piemonte e lo esportano in tutto il mondo. Giuseppe Colla, uomo intraprendente e capace, conosce Carlo Gancia, proprietario dell’omonima casa vinicola, e ne diviene l’uomo di fiducia.

Nello stesso periodo in Piemonte la viticoltura e l’enologia fanno passi da gigante: nel 1872 viene istituita la Regia Stazione Enologica di Asti e nel 1881 nasce la Scuola Enologica di Alba. La famiglia Colla, i figli ed i nipoti  continuano nell’attività vitivinicola a Castiglion Tinella nonostante i problemi sorti con l’arrivo dell’oidio, della peronospora e fillossera: malattie e parassiti della vite giunti dall’America, che hanno messo in ginocchio la viticoltura europea.Sono di questo periodo le prime notizie riguardanti i vini del Piemonte: scrive nel 1822 il francese  Jullien “..In alcune aree ove produttori intelligenti mettono l’opportuna cura nella preparazione dei loro vini, se ne trovano di forti gradevoli e di buona conservazione..”.

La lunga storia della famiglia arriva all’epoca moderna: il nipote di Giuseppe, Pietro Colla classe 1894 (padre di Tino e Beppe, nonno di Federica), inizia nel 1909 a lavorare a Canelli alla Gancia. In azienda è “allievo” dell’anziano Pierin Galet, che mandato nel 1865 in Champagne, aveva  imparato e per primo portato in Italia il metodo champenois: la rifermentazione in bottiglia per la produzione di vini spumanti secchi e soprattutto di Asti Spumante. Pietro impara questa difficile arte e collabora con i padri della moderna enologia italiana, i dottori Strucchi e Mensio, sotto la cui guida acquisisce grande esperienza.

Nel frattempo  acquista un’azienda a Moncucco di S. Stefano Belbo, uno dei cru storici di produzione del Moscato e lì si trasferisce. Si sposa con nonna Luigina. Nonno Pietro è richiesto da molte importanti aziende dell’epoca: Martinazzi di Torino, la F.lli Ferrero di Trofarello, presso le quali lavora in qualità di responsabile della produzione di vini spumanti.
Nell’anno 1932 nasce il Consorzio dell’Asti  e tra i primi soci figura lo zio Giuseppe. Nel 1935 nonno Pietro decide di dedicarsi alla propria azienda di Moncucco, produce vini dai propri vigneti che vende in Italia ed all’estero (Svizzera, Argentina, Abissinia).

Il primogenito di nonno Pietro, Giuseppe “Beppe”, nasce nel 1930 e nel 1949 si diplo
ma enotecnico alla scuola Enologica di Alba. La sua prima esperienza è presso la  Bonardi di Alba, azienda all’epoca molto importante. Nel 1956 Beppe rileva la ditta del Cav. Alfredo Prunotto, ne mantiene il nome e produce i vini rossi classici dell’Albese in una costante ricerca qualitativa che porterà l’azienda ad essere una delle più qualificate e rappresentative delle Langhe  e d’Italia.

In quel periodo nonno Pietro si trasferisce ad Alba e presso la Prunotto produce, per passione,  Nebbiolo Rosè e Asti Spumante champenois.
Beppe, divenuto una personaggio di riferimento nelle Langhe, collabora alla valorizzazione dei vini e della gastronomia Albese; negli anno ’60 contribuisce alla stesura dei disciplinari delle Doc; nel 1967 è tra i soci fondatori – assieme a Degiacomi e Renato Ratti – e poi Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini di Alba. Presidente, dal 1986 al 1988, del Consorzio di Tutela del Barolo e del Barbaresco e dal 1980 dal 1992 Presidente della Sezione vini della Provincia di Cuneo. Dedica la maggior parte del suo tempo, della sua “sensibilità” verso il vino e della sua  passione  alla Prunotto, di cui è titolare per  35 anni, costruendosi la reputazione di uomo coerente, rigoroso e serio.
La figlia di Beppe, Federica, nata nel 1965, dopo la laurea in Scienze Politiche alla Cattolica di Milano, decide di seguire le orme paterne: consegue la Specializzazione in  Marketing e Economia nel vino all’O.I.V. di Parigi; collabora con lo Slow Food per La Guida ai Vini del Mondo ed colleziona una serie di esperienze all’estero.

Ernesto “Tino” è l’ultimogenito di nonno Pietro, è nato nel 1949 e diplomato all’Enologica di Alba. Fa una prima esperienza a Beaune con il dr. Siegrist, vicedirettore del laboratorio di Enologia della Borgogna, quindi lavora presso aziende piemontesi occupandosi di distillazione, di grappe, di vini rossi e bianchi.
Entra in società in una piccola cantina di Gavi; dal 1986 al 1994 , affianca il fratello Beppe alla Prunotto seguendo anche la parte commerciale. Tino ha due figli : Francesco musicista, e Pietro, del  1980, che ha  frequentato la Scuola Enologica di Alba, si è laureato in Enologia presso l’Università di Torino nel 2006 e collabora attivamente in azienda.

E la storia “vinicola” della famiglia continua.

I NOSTRI PODERI


CASCINE DRAGO - ALBA, San Rocco Seno d'Elvio

Venticinque ettari totali, di cui circa 12 di vigneto, sulla collina Bricco del Drago, a sette chilometri dal centro di Alba, in località San Rocco Seno d'Elvio.
Le vigne creano una splendida cornice circondando le cascine dove hanno sede gli uffici della Poderi Colla, le cantine - sia di vinificazione che di invecchiamento - ed il MUSEO DEGIACOMI. 
Il dottor Luciano Degiacomi, precedente titolare dell'azienda, scrupoloso ed attento conservatore di tradizioni, usi e costumi del nostro passato, ha creato negli anni un vero e proprio "museo delle contadinerie", che espone attrezzi ormai introvabili, strumenti del lavoro nelle vigne ed in cantina, ma anche della vita contadina di ogni giorno, dalla cucina alle stalle. La collezione, a lui dedicata, mostra pezzi rari ed interessanti, di indubbio valore per la testimonianza del difficile lavoro svolto dai contadini delle nostre colline.

Interessanti anche le macchine aggiunte alla collezione Degiacomi dalla famiglia Colla per la produzione di Spumante metodo classico o champenois, macchine utilizzate fino agli anni '70 dal nonno Pietro Colla che durante la sua lunga vita ha prodotto milioni di bottiglie di spumante tutte a mano con il metodo classico e proprio utilizzando queste macchine.

Vigneti

Ad altitudine compresa tra i 330 ed i 400 m. sul livello del mare.
Esposizione: trattandosi di un'intera collina, sono presenti tutte le esposizioni, con i vigneti prevalentemente esposti ad ovest.

Le vigne hanno un'età media di 20 anni, con impianti che dal 1999 risalgono fino al 1969.
Le qualità coltivate sono Nebbiolo, Dolcetto, Freisa, Pinot Nero, Riesling Renano.
Ceppi per ettaro: 3.500/5.000
Le vigne sono coltivate a controspalliera tradizionale con sistema di potatura a Gujot.
All'interno dell'azienda si identificano dei singoli vigneti, storici, che in alcuni casi danno vita ai vini omonimi, si tratta di:
- Bricco del Drago, coltivato a Dolcetto e Nebbiolo
- Campo Romano, coltivato a Pinot Nero. Il nome deriva dai resti di un insediamento romano trovati al momento dello scasso per il vigneto, che avvalorano la tesi che questa zona avrebbe dato i natali a Publio Elvio Pertinace, unico imperatore romano di origine piemontese.

Nuovi impianti

Nel 1999 è stato fatto il reimpianto di parte del Bricco: un unico appezzamento di 4 ettari in ottima posizione impiantato a Dolcetto (1ha ca) e a Nebbiolo (3ha ca).

La maggior parte delle barbatelle sono state ottenute da materiale selezionato da vecchi vigneti aziendali su un portinnesto (Rupestris du Lot) poco utilizzato ai giorni nostri perchè scarsamente vigoroso e produttivo. Per la parte restante si sono utilizzati cloni sperimentali di nebbiolo forniti dall'Università di Torino.

Ceppi per ettaro : 5.000, la massima densità possibile in considerazione della elevata pendenza del suolo.

Riesling : nel 2009 un vigneto di Freisa del 1977 di circa 0,5 Ha è stato innestato con le gemme del vigneto storico di Riesling ed è entrato in produzione nel 2011.


TENUTA RONCAGLIA - BARBARESCO, Località Roncaglie

Tredici ettari totali, di cui circa 8 vitati, in una delle zone del Barbaresco più belle e panoramiche, fin da lontano facilmente identificabile sulla collina.

Il nome Roncaglie deriva dal latino “Roncaleis” (era infatti un insediamento romano) che significa strada in salita, la località si trova nella parte meridionale del comune di Barbaresco, all’inizio della dorsale che da Barbaresco sale fino a Treiso, a 5km da Alba.

L'azienda Roncaglia ha dato il nome alla località in cui si trova, Roncaglie, di cui ne rappresenta la maggior parte (circa il 70%). Da sempre questa zona è conosciuta e rinomata per l'eccellenza delle uve prodotte che danno vita ad un grande Barbaresco. Che questo sia uno dei "cru storici" di Langa lo testimoniava già nel 1880 una citazione di Lorenzo Fantini nella sua Monografia sulla Viticoltura ed enologia della Provincia di Cuneo. Ai giorni nostri Alessandro Masnaghetti nella sua la Carta dei Cru di Barbaresco riporta : “ …la posizione di Roncaglie, insieme a Roncagliette, è una delle migliori tra quelle che si possono individuare sul fianco di collina che parte da Roccalini e sale verso Treiso ..”. E Daniel Thomases su Wine Spectator : “Roncaglie è riconosciuta una delle migliori posizioni dell’intera zona del Barbaresco”.

Roncaglie è compresa tra le sottozone del Barbaresco individuate ed ufficialmente regolamentate dalla vendemmia 2007.

Vigneti

Ceppi per ettaro: 3.500/5.000
Le varietà piantate sono Nebbiolo, Dolcetto, Barbera.
Barbera: parte del vigneto è stato reimpiantato nel 1995 (con selezionale massale dei vecchi ceppi e portainnesto 420/A poco vigoroso e di ottima compatibilità con il terreno ed il vitigno barbera) , il restante risale al 1930.
Nebbiolo: la maggior parte dei vigneti è stato impiantato nel 1969 e 1980, il resto nel 1995 e nel 2000.
Esposizione: prevalentemente sud, sud-ovest, ovest.
Altitudine: 240-280 m. sul livello del mare.

Nuovo impianto : nel 2008 è stata impiantata una nuova vigna di Riesling di 0,4 Ha al posto dello Chardonnay, che entrerà in produzione nel 2012.


 


AZIENDA AGRICOLA DARDI LE ROSE - MONFORTE D'ALBA, Località  Bussia

Nel Comune di Monforte d'Alba, Dardi le Rose ha una superficie di 6 ettari interamente vitati a Nebbiolo. 
L'azienda prende il nome dalla località Dardi di Bussia: sottozona da sempre considerata uno dei grandi cru del Barolo. Lorenzo Fantini, la citava nella sua monografia del 1880 sulla Viticoltura ed enologia della Provincia di Cuneo, e l'Atlante delle Grandi Vigne di Langa, edito da Arcigola Slow Food nel 1990 in base a testimonianze orali sui cru storici di Langa.
Anche Bussia, come Roncaglie per il Barbaresco, fa parte delle sottozone ufficialmente regolamentate dal 2010.


Vigneti

Altitudine: 240-280 m. sul livello del mare.
Esposizione: prevalentemente sud, sud-ovest, ovest.
Nebbiolo : 80% dei vigneti è stato impiantato nel 1980, il resto risale al 1995
Barbera : parte del vigneto è stato reimpiantato nel 1995 (con selezionale massale dei vecchi ceppi e portainnesto 420/A poco vigoroso e di ottima compatibilità con il terreno ed il vitigno barbera) , il restante risale al 1930.
Le varietà piantate sono Nebbiolo, Dolcetto, Barbera.
Ceppi per ettaro: 3.500/5.000

Conduzione del vigneto

Il rispetto dell'ambiente e della vite improntano il lavoro in vigna, con l'obiettivo di non turbare il ritmo naturale, ma di assecondarne lo sviluppo.

L'inerbimento nell’interfilare, usato sia per combattere l'erosione del terreno che per equilibrare la forza vegetativa della vite, è accompagnato dal controllo meccanico; le concimazioni sono prevalentemente organiche e fatte solo dove necessarie, quindi sporadiche, con modalità e dosi diverse in base alle esigenze delle piante ed alle condizioni del terreno.
Nella difesa fitosanitaria, da anni ci si è orientati verso la cosiddetta lotta guidata: un uso ragionato e ridotto al minimo dei prodotti antiparassitari da utilizzare unicamente nei periodi a rischio e in dosi limitate.

Dal 1995 la nostra azienda partecipa ai programmi agroambientali regionali che applicano i regolamenti comunitari tesi alla riduzione e razionalizzazione nell'uso di fertilizzanti e fitofarmaci, tutto monitorato e seguito da organismi privati e pubblici a garanzia del nostro operato.

L'equilibrio quantitativo della produzione viene ottenuto effettuando una selezione dei grappoli in eccesso, se necessario, al momento dell'inviatura (al cambiamento, cioè, del colore dell'acino).

Rese a ettaro

La resa per ettaro è circa 40/50 ettolitri di vino per ettaro, ben inferiore a quella ammessa dai disciplinari di produzione.

Altitudine, composizione del terreno, esposizione, equilibrio vegetativo della pianta, lavorazioni in vigneto nel rispetto della natura, fanno sì che le uve garantiscano la materia prima ideale per la produzione di vini di grande ricchezza e complessità.